Chiuso per ferie

July 22nd, 2008

ferie, vacanza, bamboccioni, bamboccioni alla riscossa

Ebbene, sì. Anche i blog chiudono per ferie. E anche i bamboccioni - nel loro piccolissimo - vanno in vacanza. Diamo appuntamento ai nostri (pochi, ma buoni) lettori alla fine di luglio. Quando - speriamo - ci saremo ripresi dalle fatiche di quest’anno. E quando - ma in questo caso non ci speriamo piu’ di tanto - ci saremo forse lasciati alle spalle anche le cattive notizie che ci e’ toccato raccontare e commentare in questi mesi - arditi e complicati - da bamboccioni (sic!) alla riscossa.

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Lo Zucchino d’oro

July 11th, 2008

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Mara “la fata dello Zucchino d’oro” Carfagna

Chi ha detto che “prendersela con le donne è sempre facile” (copyright Ritanna Armeni, ex portavoce di Bertinotti). Chi ha chiesto di “evitare scivoloni come quel paragone sulla Lewinsky” (parola della biondissima e onorevole leghista, Carolina Lussana). E chi ha assicurato che comunque il meglio deve ancora venire: “Mara è brava e alla lunga tutti lo capiranno” (Chiara Moroni, giovane deputata in quota berluscones). E ancora. Chi per difenderla, si è buttato sui paragoni: “Fare il ministro è come fare la mamma: all’inizio non sai fare nulla, ma giorno dopo giorno impari” (saggezza in salsa napoletana di una nipote illustre, al secolo Alessandra Mussolini). Chi sempre per difenderla, invece ha scelto l’arma della provocazione: “Quando una cretina arriva in un posto importante vuol dire che c’è vera parità” (battuta al vetriolo by Daniela Santanchè). E chi si è sentito come un compagno di lotta e di sfortuna: “Poveretta, qua si mesta nel fango e questo è giustizialismo. Anzi, manettismo” (voce dell’esperienza dell’arrestato e condannato simbolo di Tangentopoli, Enzo Carra che ora per la cronaca siede in Parlamento nelle file del Piddì). E perfino: due ex di successo hanno detto la loro - come dire? - con cognizione di causa. Mariella Bocciardo - ex estetista ed ex moglie di Berlusconi Paolo (fratello di Silvio) e ora parlamentare (ovviamente per il partito dell’ex cognato): “Odiose illazioni”. E Fiorella Ceccacci Rubino - ex attrice teatrale ed erotica (in un film di Tinto Brass; titolo: “Solo come tu mi vuoi”) e pure lei onorevole e berlusconiana - che ha chiosato: “Si è superato qualsiasi freno inibitorio”.

Ecco, appunto. In questi giorni la stragrande maggioranza di parlamentari e peones di destra&sinistra&centro - con l’unica eccezione dei perfidi dipietristi - è corsa in soccorso della “povera” Mara Carfagna. Ma: siccome siamo davvero andati oltre. Siccome da giorni e giorni abbiamo una ministra - sempre lei, la “povera” Mara - al centro di insinuazioni agghiaccianti. Siccome una “satirica”, Sabina Guzzanti lo ha perfino gridato ai quattro venti beccandosi una querela (“Io non sono moralista, non mi interessa la vita sessuale di Berlusconi, ma non può diventare ministro delle Pari opportunità una persona che ha fatto prestazioni sessuali al presidente del consiglio”). E soprattutto: siccome tutta la storia - o presunta tale, visto che di prove provate del “fattaccio” non ce n’è manco mezza - è finita (con grande sputtanamento del solito Belpaese) sui giornali di mezzo mondo (Argentina compresa). Insomma: siccome tutti questi siccome, noi bamboccioni alla riscossa abbiamo deciso di seguire le orme di chi ci rappresenta (cioè e per chi non lo avesse capito dei tanti parlamentari di cui sopra). Schierandoci - senza “se” e senza “ma” - con la nostra quasi coetanea (ha 32 anni) e ora ministra. E dedicandole - anzi, “intitolandole” - un premio. Lo “Zucchino d’oro”.
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Razza padana: “Lo chiamavano impunità”

July 7th, 2008

Berlusconi, bamboccioni, bamboccioni alla riscossa, Adescalco Marangoni

Ritratto di “Gran capo lupo nano, detto anche impunità”, olio (di fico d’india) su ceramica, 20×20, opera di Adescalco Marangoni (1.777-1.1778)

Bando alle ciance. E quindi: non sai chi è Adescalco Marangoni? Allora: i casi sono due. O ti accontenti di sapere che era un grandissimo (ma ancora sconosciutissimo) artista brianzolo. Che è nato e vissuto - a cavallo tra Settecento e Ottocento - in quel di Arcore. E che noi - i due bamboccioni alla riscossa - stiamo pubblicando sul nostro sito alcune delle sue opere più significative. Oppure: se giustamente ami leggere e sei molto curioso, sarà meglio che tu dia un’occhiata qui.

Sia come sia. Veniamo all’opera in questione: il ritratto del “Gran capo lupo nano, detto anche impunità”. Per dire in breve: che questo quadro - come pure il ritratto di “Porcello pazzo”, che abbiamo pubblicato giusto sette giorni fa - appartiene ad uno dei periodi più fecondi dell’artista. Quello cosiddetto del “Far West”. E che il personaggio che ispirò questo ritratto satirico a Marangoni - ad inizio Ottocento; in Brianza e fuori - era famosissimo.

Protagonista involontario dell’opera, infatti, è il (fu) marchese de’ Brambillas. Che - ben duecento anni or sono - era padrone incontrastato di Arcore e dintorni. Nonchè unico inquilino e proprietario di quello che gli abitanti del borgo brianzolo chiamavano in padano stretto “la cülada de cementü”.
La ragione di questo nome bizzarro? Semplice. La “Cülada” altro non era che un castellone - oggi si direbbe un villone - con parco, fontane, piscine e un gigantesco solarium (perchè il marchese, a quanto raccontano i suoi biografi, aveva la fissa dell’abbronzatura e della pelle color mocassino). E il nobile de’ Brambillas l’aveva costruita là dove prima c’erano solo due cose. I boschi dove per secoli i contadini avevano cacciato, pescato e fatto legna. E la casa della famiglia di Adescalco. Che venne abbattutta - appunto - per far posto a questa “colada de cementü”. E in particolare al solarium e ad un bizzarro - per lo meno per la Brianza di allora - giardino di cactus e fichi d’India, altra grande passione del marchese.
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Tettanic

July 5th, 2008

Silvio Berlusconi, Mara Carfagna, intercettazioni, bamboccioni, bamboccioni alla riscossa

Silvio “Leo Titanic” Berlusconi e Mara “Kate Titanic” Carfagna

Domanda: quand’è che un ex Bel Paese comincia davvero ad andare alla deriva? Quando ha più debiti - o meglio più debito (pubblico) - che ricchezza (cioè Pil); oppure quando le sue aziende (e con loro il solito Pil) arrancano? Quando il 95% dei reati - per colpa di leggi demenziali e durate bibliche dei processi - rimangono impuniti; oppure quando le mafie s.p.a. festeggiano ogni anno (alla faccia di ogni legalità ed equità) con 90 miliardi (di euro) di profitti? Quando la scuola sforna alunni tra i più ciucci dell’intero mondo occidentale (copyright: Ocse); oppure quando le cattedre all’università sono letteralmente monopolio di “intere famiglie, cordate feudali e amici dei politici” (copyright: ex ministro Fabio Mussi)? Quando deve mantenere - talvolta, e fuor di retorica, nel lusso e nello sperpero - un esercito di 179.485 politici regolarmente eletti (di cui una buona fetta in enti locali più o meno inutili): oppure quando ha un presidente della Repubblica che per mantenere la sua “corte” (dei miracoli) spende 5 volte la regina d’Inghilterra? Oppure ancora: quando ha un premier - letteralmente - sotto processo o quando ha un primo ministro che a furia di perdere credibilità e tempo (a raccomandare veline&velone) viene pubblicamente bollato dai suoi avversari come un “magnaccia”?

Risposta: per un ex Bel Paese qualunque, sarebbe difficile dire. Ma per il nostro Bel Paese, il dubbio nemmeno si pone. Perchè non solo abbiamo tutti - tutti - questi problemi(ni). Ne abbiamo pure qualcuno in più. E - s’intende - mica di poco conto.

E allora? E allora: dispiace. Dispiace vedere il nostro ex Bel Paese andare alla deriva. Mentre tutti sembrano in tutt’altre faccende affaccendati. A partire dai giornali. Che - da giorni e giorni - sono sommersi di sussurri su presunte storie boccaccesche di nani e (ex) ballerine. Poi: il governo che - da quando s’è insediato - è concentrato su inesistenti “emergenze giustizia&sicurezza” (con tanto di relativo e stanco codazzo di emendamenti salva-premier e “lodi” ad nanos di cui sopra). E per finire: l’opposizione che - praticamente da sempre - pare arenata in discorsi su massimi sistemi (elettorali), aria fritta varia e giro-girotondi (sempre con relativo e deprimente codazzo di liti in perfetto stile “quattro amici al bar” e “io sono più duro e puro di te: tiè!”). Non per altro. E’ che, certo: le lottizzazioni selvagge (in Rai e fuori), le spintarelle sistematiche (in Rai e fuori), e le leggi ad personam (nanos compresi) non dovrebbero trovar posto in una democrazia appena decente. Ma questo - come dire? - dovrebbe andare da sè. Mentre in questo momento - “senza drammatizzare” - ma occorrerebbe in primis un “robusto senso dell’emergenza” (copyright, questa volta dell’economista ed ex commissario europeo, Mario Monti). E soprattutto: ora ci vorebbe spazio - tanto spazio - per parlare (e soprattutto occuparsi) d’altro.
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Momenti di (vana)gloria

July 1st, 2008